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Merkel incontra Obama: "Nuove sanzioni contro Mosca". Putin: "Accordi a rischio"
Stati Uniti e Germania sono impegante su un fronte comune per risolvere la crisi ucraina e la presenza di Angela Merkel a Washington è la dimostrazione della volontà di "continuare a fare fronte comune". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama durante la conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca, in corso nel Rose Garden della Casa Bianca. Obama si è detto "sconvolto per il trattamento riservato agli osservatori" dell'Osce in Ucraina e ha ribadito la volontà di proseguire sulla via diplomatica, che "resta quella preferita", ma ha aggiunto che "se Mosca non cambierà posizione ci saranno ulteriori sanzioni". di Luca Gambardella
5 AGO 20

Stati Uniti e Germania sono impegante su un fronte comune per risolvere la crisi ucraina e la presenza di Angela Merkel a Washington è la dimostrazione della volontà di "continuare a fare fronte comune". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama durante la conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca, in corso nel Rose Garden della Casa Bianca. Obama si è detto "sconvolto per il trattamento riservato agli osservatori" dell'Osce in Ucraina e ha ribadito la volontà di proseguire sulla via diplomatica, che "resta quella preferita", ma ha aggiunto che "se Mosca non cambierà posizione ci saranno ulteriori sanzioni". Il presidente americano, ha poi risposto alle critiche sollevate dal New York Times in merito alla scarsa efficacia, nel concreto, delle sanzioni contro la Russia. Obama ha ribadito, invece, che oltre a essere già pronte ulteriori misure economiche mirate contro Mosca, quelle già imposte "hanno avuto un significativo impatto finanziario sulla Russia", che sta facendo i conti con "un crescente isolamento".
La visita di Angela Merkel negli Stati Uniti arriva all'indomani della richiesta di aiuto rivolta dalla cancelliera a Vladimir Putin al fine di intervenire nella questione degli osservatori dell'Osce rapiti dai filo-russi dallo scorso 25 aprile. L'incontro è stato tuttavia preceduto da polemiche reciproche tra Washington e Berlino. La Merkel è infatti accusata, a Washington, di assumere una posizione troppo morbida nei confronti di Putin, proprio mentre Obama sembra aver intenzione di lanciare un segnale più deciso a Mosca. I repubblicani statunitensi hanno attaccato duramente i cristiano-democratici tedeschi. Ieri il senatore John McCain aveva accusato: "Alla Merkel direi che non sono sorpreso, ma imbarazzato per il fallimento della loro leadership", riferendosi alla resistenza tedesca nell'imposizione di ulteriori sanzioni alla Russia. Parole definite "velenose volgarità" da Karl-Georg Wellmann rappresentnate al Bundestag del partito della Merkel.
Intanto, in Ucraina, è partita la controffensiva dell'esercito "regolare" ucraino nei confronti degli insorti filo-russi nella città orientale di Slaviansk. Le truppe regolari sono riuscite a prendere il controllo di una strada di accesso nel sud della città autoproclamatasi indipendente, sebbene gran parte della periferia sia ancora sotto il controllo dei filorussi. Gli scontri, iniziati nella serata di ieri, si sono protratti fino all'alba causando l'abbattimento di due elicotteri dell'esercito ucraino, la morte di due piloti e il ferimento di molti soldati. I velivoli governativi sono stati colpiti dalla contraerea filo-russa. Secondo Kiev, questa è la prova che i separatisti dispongono di armi potenti tra cui missili antiaerei. L'offensiva ha portato anche all'occupazione da parte delle forze governative della torre della televisione, sino a ieri nelle mani degli insorti, come riportato anche da C.J. Chivers inviato del New York Times nell'est dell'Ucraina. I check point che circondano Slaviansk, secondo quanto dichiarato dal presidente ucraino Olksander Turchynov, sono ora sotto il controllo delle truppe di Kiev. Turchynov ha aggiunto che "molti tra i separatisti sono stati uccisi e feriti". "Le unita' di Kiev non sono riuscite a controllare la città", ha invece dichiarato all'agenzia russa Interfax un portavoce delle autoproclamate forze di autodifesa di Sloviansk. Dichiarazioni e smentite che tuttavia non negano le difficoltà incontrate da Kiev nel condurre l'offensiva nell'Ucraina orientale. "L'operazione non è rapida come speravamo", ha ammesso lo stesso Turchynov, che solo ieri ha reintrodotto la coscrizione obbligatoria per fronteggiare la minaccia russa.
[**Video_box_2**]Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che l'offensiva lanciata da Kiev contro i ribelli separatisti del sud-est dell'Ucraina rappresenta il "colpo di grazia" all'accordo di Ginevra per una soluzione politica al conflitto dalle "conseguenze catastrofiche": lo ha riferito il suo portavoce, Dmitry Peskov. Putin, ha aggiunto, è aggiornato minuto per minuto su quello che sta accadendo a Slavyansk, e ha inviato un suo emissario nell'area, Vladimir Lukin, per negoziare il rilascio degli osservatori dell'Osce, ma il Cremlino non ha avuto più contatti con lui da quando è cominciato l'operazione. "Siamo preoccupati per la sorte del nostro inviato", hanno fatto sapere da Mosca. "Mentre la Russia cerca il negoziato, il governo ucraino risponde con un'escalation distruggendo di fatto quanto ottenuto a Ginevra", ha accusato Peskov. La Russia punta così a presentarsi all'occidente come mediatore nella crisi ucraina: il ministero degli Esteri russo Sergei Lavrov, intervenuto in mattinata, ha invitato l'occidente ad "abbandonare la sua politica distruttiva verso l'Ucraina, mentre coloro i quali si sono proclamati autorità a Kiev a fermare l'operazione punitiva e ogni violenza contro il loro stesso popolo, a rilasciare i prigionieri politici e ad assicurare piena libertà alle attività dei giornalisti". Sostenendo quelli che definisce come responsabili di un colpo di Stato a Kiev, denuncia ancora il ministero degli Esteri, "Stati Uniti ed Unione Europea si assumono una responsabilità enorme, di fatto interrompendo la strada per una soluzione pacifica della crisi attuale". Secondo Mosca è necessario "organizzare immediatamente un dialogo politico ad ampio raggio con le regioni coinvolte, per elaborare accordi accettabili da tutti circa il futuro del Paese".
View Ukraine: April 13, 2014 in a larger map
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Slaviansk è la città dove si crede siano detenuti i quattro osservatori Osce rapiti dai filorussi sin dal 25 aprile scorso. L'intenzione delle truppe uccraine, dunque, potrebbe essere quella di liberare gli osservatori e di lanciare un nuovo segnale a Mosca, ricordando che Kiev non ha alcuna intenzione di cedere le regioni orientali senza combattere.
- Nel video, i filorussi aprono il fuoco contro un elicottero delle truppe governative.
L'abbattimento di due elicotteri Mi-24 e la morte dei due piloti dell'equipaggio sono stati confermati dal ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, sulla sua pagina Facebook. Il governo ucraino ha anche riferito del danneggiamento di un terzo velivolo militare che, secondo i servizi di sicurezza dell'Sbu di Kiev, "trasportava medicinali". Secondo l'emittente russa Rossiya, un terzo elicottero militare ucraino sarebbe stato abbattuto a Slavyansk: "è letteralmente esploso in volo", ha dichiarato il giornalista di Rossiya. I filorussi hanno anche sequestrato un centro di controllo ferroviario vicino a Donetsk, di fatto bloccando il movimento dei treni. Il governo di Kiev ha reso noto, inoltre, che i separatisti ucraini filo-russi hanno abbandonato l'ufficio del procuratore e la sede della tv a Luhansk, nella parte orientale del paese, occupati da martedì. "L'ufficio (del procuratore) è stato liberato grazie ai negoziati tra le autorità locali e le persone che avevano sequestrato l'edificio", ha spiegato il ministero dell'Interno.
- Nel video, il pilota ferito di un elicottero governativo viene catturato dai filorussi
L'abbattimento degli elicotteri governativi è stato confermato all'agenzia Interfax anche da Vyacheslav Ponomaryov, autoproclamato sindaco di Kiev. L'escalation in Ucraina è già in atto, dunque. L'offensiva di Slaviansk è stata la più violenta dal giorno in cui le truppe ucraine avevano accerchiato la cittadina una settimana fa.
Gli scontri tra i filo-russi e i sostenitori del governo di Kiev si stanno intanto estendendo anche a Odessa, sul Mar Nero, laddove le manifestazioni dei separatisti non erano state, almeno finora, particolarmente intense. Quattro persone sono rimaste uccise durante un corteo per "l'unità dell'Ucraina". Bande di filo-russi armati di bastoni (guarda il video seguente) hanno forzato i blocchi della polizia. Gli assalitori sono riusciti così a entrare in contatto con i manifestanti filo-governativi. Il sito "The Interpreter", fa notare come i separatisti indossino tutti lo stesso modello di elmetto, ipotizzando l'esistenza di un'organizzazione ben strutturata tra i filo-russi.
Nel frattempo, la Commissione europea ha scongiurato una crisi dell'approvvigionamento del gas per l'Europa. "Fino a che i negoziati saranno in corso tutte le parti hanno confermato che i flussi di gas non saranno interrotti", è chiarito in una nota diffusa al termine della riunione a Varsavia fra i responsabili dell'energia Ue, della Russia e dell'Ucraina. La prossima riunione è prevista a metà mese con l'obiettivo di "trovare una soluzione entro fine maggio".
di Luca Gambardella
Gli scontri tra i filo-russi e i sostenitori del governo di Kiev si stanno intanto estendendo anche a Odessa, sul Mar Nero, laddove le manifestazioni dei separatisti non erano state, almeno finora, particolarmente intense. Quattro persone sono rimaste uccise durante un corteo per "l'unità dell'Ucraina". Bande di filo-russi armati di bastoni (guarda il video seguente) hanno forzato i blocchi della polizia. Gli assalitori sono riusciti così a entrare in contatto con i manifestanti filo-governativi. Il sito "The Interpreter", fa notare come i separatisti indossino tutti lo stesso modello di elmetto, ipotizzando l'esistenza di un'organizzazione ben strutturata tra i filo-russi.
Nel frattempo, la Commissione europea ha scongiurato una crisi dell'approvvigionamento del gas per l'Europa. "Fino a che i negoziati saranno in corso tutte le parti hanno confermato che i flussi di gas non saranno interrotti", è chiarito in una nota diffusa al termine della riunione a Varsavia fra i responsabili dell'energia Ue, della Russia e dell'Ucraina. La prossima riunione è prevista a metà mese con l'obiettivo di "trovare una soluzione entro fine maggio".
di Luca Gambardella